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Monday, February 25, 2013

0266: The Term “Logos” in the Magisterium of Pope Benedict XVI - Part (III)



Entry 0266: The Term “Logos” in the Magisterium of Pope Benedict XVI - Part (III)


Logos as Verbum and Ars


As in previous years, after finishing the Lenten spiritual exercises, the Holy Father Benedict XVI expressed some words of gratitude towards the members of the Roman curia who accompanied him in retreat. Here is the brief address in its original Italian followed by the English translation.

Original Text: 
Cari Fratelli,

Cari Amici!

Alla fine di questa settimana spiritualmente così densa, rimane solo una parola: grazie! Grazie a voi per questa comunità orante in ascolto, che mi ha accompagnato in questa settimana. Grazie, soprattutto, a Lei, Eminenza, per queste "camminate" così belle nell’universo della fede, nell’universo dei Salmi. Siamo rimasti affascinati dalla ricchezza, dalla profondità, dalla bellezza di questo universo della fede e rimaniamo grati perché la Parola di Dio ci ha parlato in nuovo modo, con nuova forza.

"Arte di credere, arte di pregare" era il filo conduttore. Mi è venuto in mente il fatto che i teologi medievali hanno tradotto la parola "logos" non solo con "verbum", ma anche con "ars": "verbum" e "ars" sono intercambiabili.

Solo nelle due insieme appare, per i teologi medievali, tutto il significato della parola "logos". Il "Logos" non è solo una ragione matematica: il "Logos" ha un cuore, il "Logos" è anche amore. La verità è bella, verità e bellezza vanno insieme: la bellezza è il sigillo della verità.

E tuttavia Lei, partendo dai Salmi e dalla nostra esperienza di ogni giorno, ha anche fortemente sottolineato che il "molto bello" del sesto giorno – espresso dal Creatore – è permanentemente contraddetto, in questo mondo, dal male, dalla sofferenza, dalla corruzione. E sembra quasi che il maligno voglia permanentemente sporcare la creazione, per contraddire Dio e per rendere irriconoscibile la sua verità e la sua bellezza.

In un mondo così marcato anche dal male, il "Logos", la Bellezza eterna e l’"Ars" eterna, deve apparire come "caput cruentatum". Il Figlio incarnato, il "Logos" incarnato, è coronato con una corona di spine; e tuttavia proprio così, in questa figura sofferente del Figlio di Dio, cominciamo a vedere la bellezza più profonda del nostro Creatore e Redentore; possiamo, nel silenzio della "notte oscura", ascoltare tuttavia la Parola. Credere non è altro che, nell’oscurità del mondo, toccare la mano di Dio e così, nel silenzio, ascoltare la Parola, vedere l’Amore.

Eminenza, grazie per tutto e facciamo ancora "camminate", ulteriormente, in questo misterioso universo della fede, per essere sempre più capaci di orare, di pregare, di annunciare, di essere testimoni della verità, che è bella, che è amore.

Alla fine, cari amici, vorrei ringraziare tutti voi, e non solo per questa settimana, ma per questi otto anni, in cui avete portato con me, con grande competenza, affetto, amore, fede, il peso del ministero petrino. Rimane in me questa gratitudine e anche se adesso finisce l’ "esteriore", "visibile" comunione - come ha detto il Cardinale Ravasi - rimane la vicinanza spirituale, rimane una profonda comunione nella preghiera. In questa certezza andiamo avanti, sicuri della vittoria di Dio, sicuri della verità della bellezza e dell’amore.

Grazie a tutti voi.



Translation: 
Dear brothers,

Dear friends!

At the end of this spiritually dense week, there remains just one thing to say: Thank you!

I thank you for this praying and listening community that accompanied me during this week. Thank you, above all, Eminence, for these very beautiful “walks” in the universe of faith, in the universe of the Psalms. We are left fascinated by the richness, by the profundity, by the beauty of this universe of faith and we are grateful that the Word of God has spoken to us in a new way, with new power.

“The art of believing, the art of praying” was the thread. It came to my mind that the medieval theologians translated the word “logos” not only as “verbum” (word) but also as “ars” (art): “verbum” and “ars” are interchangeable.

For the medieval theologians, only in the two words together does the whole meaning of the word “logos” appear. The “Logos” is not only mathematical reason: the “Logos” has a heart, the “Logos” is love. Truth is beautiful, truth and beauty go together: beauty is the seal of truth.

And, nevertheless, you, through the Psalms and through our daily experience, also firmly stressed that the “very beautiful” of the sixth day – spoken by the Creator – is permanently contradicted, in this world, by evil, by suffering, by corruption. It seems that the evil one wants permanently to stain creation, to contradict God and to make his truth and beauty unrecognizable.

In a world so characterized also by evil, the “Logos,” the eternal Beauty and the eternal “Art,” must appear as a “caput cruentatum” (bloody head). The incarnate Son, the incarnate “Logos,” is crowned with a crown of thorns; and nevertheless, precisely in this way, in this suffering figure of the Son of God, we begin to see the most profound beauty of our Creator and Redeemer; and yet we can, in the silence of the “dark night,” hear the Word. Believing is nothing other than touching the hand of God in the darkness of the world and thus, in silence, to hear the Word, to see Love.

Eminence, thank you for everything and let us continue to take “walks” in this mysterious universe of faith, to be ever more able to pray, to proclaim, to be witnesses of truth, which is beautiful, which is love.

Finally, dear friends, I would like to thank all of you, and not only for this week, but of these 8 years in which you have borne with me, with great competence, affection, love, faith, the weight of the Petrine office. This gratitude remains in me and even if now there ends the “external,” “visible” communion – as Cardinal Ravasi said – there remains spiritual closeness, there remains a profound communion in prayer. In this certainty we go forward, certain of God’s victory, certain of the truth of beauty and love.

I thank all of you.
Translation by Joseph Trabbic
© Innovative Media Inc.